Itinerari

Gargano Mattinata 2010

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Peccato, la settimana è volata: segno che non mi sono certamente annoiato! Che dire della splendida zona del Gargano: è facile elogiare  una bella donna e dire che è bella, esempio troppo banale. Il Gargano è straordinario e non solo per il mare. Vi puoi trovare molto, in un’area relativamente estesa.

Boschi e foreste (la Foresta Umbra, dal latino ombra, all’interno del Parco Nazionale del Gargano) con una varietà unica di fauna (cinghiali, caprioli, picchi, donnole, daini, volpi e gatti selvatici), e flora (pini neri, castagni, abeti, aceri e frassini).

E poi il mare, dalle acque caraibiche con spiagge di sassi, scogliere, faraglioni e grotte marine dai riflessi fiabeschi, oltre a spiagge di sabbia ricche di attrezzature balneari e di tutti i confort. Ed ancora: paesi caratteristici, sul mare ed all’interno, ricchi di cultura storica ed enogastronomica, percorrendo i quali spesso si respira il profumo di limoni, rosmarino selvatico, e vallate ricoperte da distese di ulivi. Una meraviglia per gli occhi e per il palato!

Mattinata, dove ho trascorso una settimana, è uno di questi meravigliosi paesini in prossimità del mare, con abitazioni dai tipici muri bianchi a calce,  percorso dai rumori e dai profumi tipici del sud ed abitato da gente cordiale ed ospitale.

Il centro del paese, nel tardo pomeriggio, è sempre gremito di paesani che chiacchierano seduti sulle panchine al fresco dell’ombra di qualche albero o edificio. Anche qui è molto caldo nel periodo estivo ma soffia molto spesso una brezza che spazza via l’afa e l’umidità dell’aria.

Perlomeno, posso dire che ho goduto di questo “toccasana” nella settimana che vi ho trascorso.

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Baia delle Zagare

La plendida e suggestiva Baia delle Zagare o Baia dei Mergoli e Faraglioni si trova fra Vieste e Mattinata, a circa 15 Km da quest’ultima. Per arrivare alla baia, il cui accesso da terra è proprietà  esclusiva dei due alberghi a 5 stelle immersi nella pineta sovrastante la baia, occorre munirsi di permesso reperibile presso il comune di Mattinata. I pass sono giornalieri ed a numero limitato di 30 persone al giorno. Questi consentono il solo accesso alla spiaggia libera, priva di sevizi, adiacente al tratto riservato ai clienti dei due lussuosi alberghi. Merita senza alcun dubbio trascorrere una giornata in questo meraviglioso posto.

Uno splendido e suggestivo percorso di circa 40 Km lungo la provinciale SP53 chiamata anche Litoranea che costeggia la splendida ed irregolare costa, ricca di grotte (accessibili solo dal mare), calette e baie.

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Da Mattinata a Vieste

Lasciamo Mattinata in direzione Vieste e dopo pochi km incontriamo un piccolo porticciolo (Porto di Mattinata) dove è possibile anche noleggiare imbarcazioni e gommoni per escursioni  lungo la costa. Proseguiamo salendo e scendendo lungo la statale, ora verso il mare con splendide viste sulla costa e ora rientrando verso l’interno dove possiamo ammirare distese di ulivi ed alberi da frutta .

Dopo qualche km si arriva a “Masseria Mattinatella” e osservando il mare in prossimità della costa  rocciosa possiamo vedere diversi grandi anelli o atolli: si tratta di gabbie per l’allevamento delle spigole.  Proseguiamo e ad ogni curva verso il mare allunghiamo il collo per ammirare lo spettacolo che troviamo. Vorrei fermarmi spesso per scattare immagini ma non sempre questo è possibile perché purtroppo non vi è disponibile una piazzola di parcheggio. Dopo circa 15 km da Mattinata si arriva alla splendida “Baia delle Zagare”,  già descritta nell’articolo sotto.

Passata quest’ultima località comincia, forse, il tratto di strada più tortuoso. Lasciamo momentaneamente la costa, la strada prosegue leggermente all’interno per arrivare, dopo qualche tornate, in località “Pugno Chiuso”, anche questa famosa per la splendida spiaggia immersa in una cornice naturale.

Proseguendo si arriva ad un tornante e poi ad un tratto di strada che punta diritto verso il mare per poi rientrare come consuetudine, ma sulla curva troviamo uno spiazzo con una  grande ed antica torre di avvistamento. Rallento ed arrivato a metà della curva vedo di fronte a me la bellissima “Baia di San Felice” che ha al suo interno il celebre “Architiello”, forse il più importante monumento naturale dell’intera costa Garganica. Vorrei fermarmi ma oltrepassata la curva  non trovo più una zona per parcheggiare, che rabbia!

Si arriva in località “Vieste”  ed incontriamo i primi due gradi ed attrezzati  lidi sabbiosi:  la “Spiaggia di Porto Nuovo” e a seguire la “Spiaggia del Castello”, separate dal piccolo promontorio della “Torre del Ponte”. Oltrepassati questi due lidi si entra a Vieste ma prima di salire verso la cittadina, arroccata su di un costone roccioso, sulla nostra destra vediamo il famoso “Pizzomunno”, un monolito roccioso proprio in prossimità della fine della spiaggia sabbiosa.

Entriamo nel paese, dall’aspetto tipico di queste zone, con il lungomare e i viali, costellati di palme, che si affacciano sul mare.

Dopo diversi giri per parcheggiare, finalmente troviamo posto vicino al porto.

Proseguiamo a piedi fino ad inoltrarci nei vicoli pedonali del caratteristico centro storico. Ai lati di essi si trovano diversi ed innumerevoli negozietti di bigiotteria tipici della zona, artigianato e prodotti enogastronomici del territorio, con le vetrinette espositive (tipo bacheche) illuminate e  fissate all’esterno del negozio, lungo i caratteristici muri bianchi. I vicoli si intrecciano e diramano salendo e scendendo leggermente, aprendosi, spesso, su piccole piazzette, alcune delle quali  con la vista sul mare dove è possibile osservare, con stupore, la costa e lo strato roccioso ricco di cavità e grotte sopra il quale è adagiato il paese.  E’ ormai sera, innumerevoli sono i locali tipici dove cenare, con i tavolini lungo i vicoli o vicino i muretti delle piazzette. E’ molto caldo ma la brezza che viene dal mare dà sollievo. Il sole è ormai tramontato e la cittadina si illumina di colori e si arricchisce di profumi, veramente una meraviglia o come diceva una signora di Mattinata che ci aveva consigliato la visita: “Vieste è una piccola perla”.

Indice Itinerari  reportage.

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